Gli “italiani” in giro con le nazionali sotto la lente d’ingrandimento del fantallenatore

Scritto da Rindi Andrea (admin). Inserito in EDITORIALI

lukaku belgioSettimana di pausa per il campionato, ma il fantallenatore non si ferma mai. Il fantallenatore va a studiare anche le gare in nazionale, non dei propri beniamini, bensì dei suoi giocatori in rosa.

I sentimenti contrastanti dei fantallenatori

I fantallenaori sono una fetta degli sportivi italiani che si riconoscono ancor di più nel vecchio detto “In Italia ci sono 60 milioni di allenatori”. Il fantallenatore è colui che realmente crede di allenare i giocatori nelle proprie e fantarose e come tale li segue anche quando vanno in nazionale.

In molti sfruttano proprio questa pausa per comporre le proprie rose che sia con asta o senza.

Le sensazioni, così come il credo calcistico e diverso da allenatore ad allenatore, sono completamente contrastanti.

C’è chi spera che il proprio campione non venga proprio convocato per potersi riposare e raccogliere le energie. C’è chi ritiene il contrario, che una eventuale mancata convocazione possa influire negativamente sul morale e quindi sul rendimento.

Una volta in nazionale si spera che non venga spremuto per tutti i 90 minuti. Ma si spera anche che dimostri tutto il suo valore in modo da aumentare l’autostima.

Una cosa mette tutti d’accordo: la paura degli infortuni in nazionale che, soprattutto negli ultimi anni, ha influito abbastanza sui rendimenti di alcuni top.

Vediamo un po’ gli “italiani” in giro per Euro2020

Finalandia-Grecia 1-0: il neo napoletano Manolas ha giocato tutti i 90 minuti durante la gara contro la nazionale scandinava. Joronen, portiere del Brescia, è rimasto in panchina per tutta la gara.

Bosnia-Liechtestein 5-0: alla vittoria della Bosnia sul malcapitato Liechtestein. Hanno contribuito il mediano del Milan Krunic per 90 minuti e il mediano della Juventus Pjanic, sostituito dopo 83 minuti, e l’attaccante giallorosso Dzeko per 90 minuti segnando anche un gol.

Israele-Macedonia 1-1: tra le fila dei macedoni hanno giocato il neo napoletano Elmas per 90 minuti Nestorvski per 68 minuti sostituito da Pandev.

Irlanda- Svizzera 1-1: l’esterno del Milan R. Rodriguez è rimasto in campo tutta la gara, mentre il mediano atalantino Freuler è uscito dopo 90 minuti giocati e durante il recupero.

Gibilterra-Danimarca 0-6: tra le fila danesi hanno giocato l’acquisto last minute dell’Atalanta Kjaer per 63 minuti e l’esterno friulano Larsen. I 2 genoani Schone e Lerager sono partiti dalla panchina con l’ex Ajax entrato al 77° minuto confezionando l’assist per il 6° gol un minuto dopo.

Isole Far Oer-Svezia 0-4: tra gli scandinavi sono scesi in campo Olsen, nuovo portiere del Cagliari per l’intera gara ed il blucerchiato Ekdal uscito dopo 63 minuti di gioco.

Romania-Spagna 1-2: tra i rumeni, Chiriches, neo Sassuolo, ha giocato tutta la gara al centro della difesa, mentre ul portiere del Genoa, Radu, ha fatto il tifo per i suoi dalla panchina. Nelle fila della Spagna, il napoletano Ruiz ha disputato tutta la gara, mentre il portiere della Roma Pau Lopez e l’esterno del Milan Suso hanno assistito alla gara dalla panchina.

Le amichevoli extra europee

Giappone-Paraguay 2-0: tra i padroni di casa, il difensore felsineo Tamyasu ha disputato tutti i 90 minuti, mentre per i sudamericani, l’attaccante genoano Sanabria è uscito dopo 64 minuti.

Montenegro-Ungheria 2-1: il laziale Marusic ha giocato tutta la gara tra le fila montenegrine.

Argentina-Cile 0-0: tanti “italiani” impegnati in campo nell’amichevole sudamericana. Il friulano De Paul, lo juventino Dybala ed il laziale Correa sono usciti rispettivamente dopo 67, 70 e 58 minuti mentre il viola Pezzella ha assistito dalla panchina. Tra i cileni, il neo interista Sanchez ha disputato tutta la gara.lukaku belgio

Roma – Genoa 3-3: tabellino, voti, assist e pagelle per il fantacalcio

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dzeko under

Mister Pochettino e le 7 meraviglie

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pochettinoIncontriamo mister Pochettino nel suo eremo tra i monti, dove si respira un aria di pace.

Aleggia una certa euforia dopo L ennesima conquista dello scudetto. Siamo al settimo sigillo del Mister più titolato del fantabiblio. Inossidabile, a volte caustico , provocatorio e non convenzionale gli poniamo 5 domande 5 risposte vere.

Come è stato il tuo primo impatto con la società Proleter- P17 ?

La prima parola che mi viene da pensare è : Sfidante. Proleter era già quasi a metà campionato, in una posizione di classifica disastrosa. L' impresa era di portarla in salvo. Emiliano mi propose di intervenire con pieni poteri di scelta. Ci provai, ma nonostante qualche accenno di ripresa, non riuscimmo a raggiungere la salvezza. Quella salvezza sarebbe valsa probabilmente più di uno scudetto. La sfiorammo è la cosa mi diede comunque soddisfazione. L'anno successivo cambiò il nome e nacque P17 dalle ceneri della gloriosa Proleter. Lì cominciò la sfida con P17.

Che rosa avevi trovato ?

Una rosa non equilibrata con Proleter, si riparti' praticamente da zero. Qualche nuovo acquisto interessante per gettare le basi del triennio. Il mercato on line concede molte opportunità. Personalmente preferisco lavorare con gli acquisti di giovani durante la stagione. Permettono investimenti oculati e grandi ritorni tecnico-economici.

Puoi fare una analisi dell attuale momento della squadra

La squadra ha raggiunto gli obbiettivi stagionali, manca solo la coppa Italia per fare il pieno. Questa rosa è il frutto di un lavoro del triennio. Tante scelte azzeccate con grande anticipo sugli operatori del mercato sia del Fantabiblio che del calciomercato vero. Senza falsa modestia, occorre occhio e conoscenza delle leggi del calcio e del giornalismo che assegna i voti ai giocatori. Spesso un buon giocatore non viene ben valutato nelle pagelle, occorre quindi integrare 3 tipi di valutazione ( ma questi sono segreti che tengo per me )

La tua carriera si è interrotta anni fa, perché? E perché sei tornato ?

Il fanta è sempre nelle mie vene. L' ho lasciato per ragioni legate a vicissitudini personali, equivoci e fraintendimenti su ruoli e funzioni. Credo di avere agito per troppa passione e dato retta alla parte più sentimentale del mio carattere. In realtà non ho mollato di colpo, è stato un distacco progressivo. Ho fondato Mascalzone Alpino che poi ho condiviso con l'amico Marco Beretta con cui abbiamo conquistato lo scudetto. Forse a quel punto mi sono sentito appagato e ho voluto chiudere in "bellezza" col titolo in mano.

Il ritorno è merito di Emiliano e della voglia di far vedere di nuovo chi è Mister Pochettino, quello di CIENFUEGOS, squadra mitica ed irripetibile, fermata solo dal famoso azzeramento del fantabiblio.

Che consigli ti senti di dare alle altre società?

Ah ah, nessun consiglio, sennò poi mi battono. Battute a parte, credo di non essere in grado di dare consigli. Mi permetto solo di augurare a tutti di divertirsi sempre.

Lasciamo andare il mister. Ce una stagione ancora da concludere che puuò essere davvero storica. Ma ci diamo appuntamento a fine stagione perchè sono ancora molte le domande e le curiosità. Una su tutte? Dove allenarai la prossima stagione?

Parleremo a fine stagione col presidente e troveremo una soluzione.

 

Da Pastore a Douglas Costa: le 10 delusioni finora

Scritto da Rindi Andrea (admin). Inserito in EDITORIALI

douglas costa milinkovic savic lazio juventusDa Pastore a Douglas Costa, passando per molti altri flop di stagione. Ecco un elenco di chi ha deluso al fantacalcio finora. La stagione entra nel periodo decisivo e, a 4 giornate dal termine, è tempo di bilanci per capire su chi vale la pena puntare in questo finale di campionato. Sperando di non essersi imbattuti in una di queste delusioni. Da Pastore a Douglas Costa, passando per Perisic e Zaza, ripercorriamo alcuni acquisti sbagliati in ottica fantacalcio.

Javier Pastore Fiore all’occhiello della campagna estiva di Monchi, il ritorno dell’argentino nella Capitale era stato accolto con clamore. Nella posizione di trequartista e anche nel ruolo di intermedio di centrocampo, grazie alla sua duttilità tattica, poteva garantire bonus e titolarità. Il Flaco non ha sfigurato all’inizio, con due gol di tacco contro Atalanta e Frosinone nelle prime 6 giornate di campionato. Poi l’involuzione, legata sia all’infortunio al polpaccio sia alla contemporanea esplosione di Pellegrini e Zaniolo nel centrocampo giallorosso. L’ultimo segnale positivo risale alla rete del 14 gennaio contro l’Entella. Peccato si trattasse di Coppa Italia.

Jakub Jankto Il giocatore ceco era atteso al salto di qualità con il passaggio dall’Udinese alla Sampdoria. Dopo le 4 reti e i 6 assist forniti nella scorsa stagione, il 23enne centrocampista non ha trovato la sua collocazione tattica nello scacchiere dei doriani. Poteva essere un binomio fortunato quello tra Giampaolo, abile a valorizzare gli incursori, e Jankto, dotato di buon tempo negli inserimenti e un discreto tiro dalla distanza, ma così non è stato.

Giovanni Simeone Il digiuno dell’argentino ha rappresentato un vero e proprio dramma per Pioli e i fantallenatori: il Cholito ha smarrito la via del gol in questa stagione, dopo le 14 reti della scorsa Serie A, e ha vissuto una fase abulica sotto porta nella prima metà di stagione. Dal 19 settembre al 9 dicembre, infatti, Simeone non si è iscritto nel tabellino dei marcatori, condizionando anche il rendimento della Viola che ha totalizzato nello stesso periodo 5 pareggi consecutivi. Da lì in poi per l’attaccante gigliato sono arrivate altre 2 marcature e 3 assist, ancora troppo poco se paragonato ai fasti dell’ultimo campionato. Senza dimenticare l’arrivo di Muriel, che ha tolto e toglierà minuti importanti all’ex Genoa.

Simone Zaza Come per Pastore anche il ritorno di Zaza in Italia era stato salutato come un’ottima opportunità di aggiudicarsi un attaccante di valore che potesse garantire un bottino di gol in doppia cifra. Nonostante l’incognita della convivenza con Belotti, per l’ex attaccante della Juventus i numeri parlano chiaro: 21 gol con il Sassuolo, 19 con il Valencia e 8 in maglia bianconera con un minutaggio non elevatissimo. Un attaccante di sicuro affidamento che però alla corte di Mazzarri ha deluso: appena 2 gol fino ad ora in granata, entrambi contro il Chievo.

Sergej Milinkovic-Savic Corteggiato dalle big di Europa per tutta l’estate, il centrocampista serbo è stato il pezzo pregiato di molte aste. Un top di reparto, il cui investimento in questa stagione non è stato per niente giustificato. Milinkovic, infatti, si è reso protagonista di appena 3 gol e 3 assist in 1970′ di campionato. Un apporto estremamente ridotto, considerando che a questo punto della scorsa stagione Sergej aveva già realizzato il triplo delle marcature.

Douglas Costa Il brasiliano della Juventus si iscrive nel registro delle delusioni: prima la squalifica per 4 giornate dopo lo sputo a Di Francesco, poi l’infortunio alla coscia che lo tiene lontano dal campo dalla gara di ritorno contro il Sassuolo. In mezzo, un girone in cui ha vissuto l’alternanza con Dybala e Mandzukic attorno a re Cristiano Ronaldo, senza mai riuscire a imprimere il cambio di ritmo con cui era diventato un vera e propria arma a disposizione di Allegri nelle partite tatticamente più bloccate. Risultato? 1 gol e 2 assist in Serie A, contro le 4 reti e 13 assist di dodici mesi fa.

Ivan Perisic Il Mondiale chiuso in finale con la sua Croazia può essere stata una delle cause del calo di rendimento di Perisic in questa stagione. Una motivazione che poteva sicuramente essere valida agli inizi di campionato, in cui pure il centrocampista nerazzurro aveva realizzato due reti consecutive contro Torino e Bologna, ma che non può essere l’unico motivo alla base del preoccupante trend del giocatore. La voglia, non esaudita, di cambiare aria nell’ultima finestra di calciomercato può incidere sugli appena 4 gol in stagione e sulla svogliatezza mostrata da Perisic in certe partite. Un’assenza nella manovra offensiva interista che si riflette anche nel numero di assist, 3 in questo campionato vs 11 nel torneo 2017/2018.

Edin Dzeko Dopo la scorpacciata di gol, italiani ed europei, che avevano caratterizzato la scorsa stagione, il bosniaco ha visto rallentare drasticamente il suo ritmo in zona gol. Specialmente in questa prima parte di stagione, Dzeko ha deluso le attese dei suoi estimatori, riscattandosi parzialmente all’inizio del 2019 con 5 reti nelle ultime 7 giornate disputate. In pratica più del 70% dei suoi gol in Serie A sono arrivati dalla gara contro l’Atalanta (27 gennaio) in poi. Decisamente poco per un bomber su cui si poteva investire una buona fetta del budget. Senza dimenticare che Dzeko non ha mai segnato all’Olimpico in campionato.

Mattia Caldara Il suo approdo al Milan nella triangolazione con Bonucci e Higuain aveva fatto storcere il naso a molti tifosi bianconeri, certi di aver perso un potenziale top player. Il giudizio sull’ex difensore dell’Atalanta è per il momento sospeso: Caldara, infatti, non è mai sceso in campo in Serie A e ha giocato appena 90′ minuti in Europa League contro il modesto Dudelange, ma il suo acquisto rimane comunque una scelta sfortunata.

Elseid Hysaj  Da “titolarissimo” di Sarri, l’albanese è passato al ruolo di comprimario nel Napoli di Ancelotti. Un’involuzione sicuramente figlia dei rapporti deteriorati tra l’entourage di Hysaj e il patron De Laurentiis e agevolata dal rapido adattamento di Malcuit ai dettami tattici del nuovo tecnico. Tensioni che hanno avuto un forte impatto anche sui numeri finora del laterale difensivo: per Hysaj, infatti, sono 1.683′ i minuti disputati in questa Serie A contro i 2.231 dello scorso torneo. Se avete puntato sul suo impiego dal primo minuto, avete preso un abbaglio.